Miracoli e prodigi - l'età barocca e i santi taumaturghi

di Federica Di Mascio



Il periodo storico maggiormente legato a miracoli e prodigi è stato probabilmente il Seicento, epoca in cui le meraviglie compiute direttamente da Dio lasciarono ampi margini d'azione alle opere dei santi, a loro volta elargitori di numerosissimi miracoli.


Nella cultura barocca infatti, i miracoli non erano di competenza solo di Gesù e della Vergine Maria, ma anche di figure speciali, i santi, che acquisirono una sorta di potere personale e prodigioso, ritenuto presente anche nelle immagini sacre e nelle reliquie che trovarono ampia diffusione tra i fedeli.


Il principale campo d'azione dei santi era sicuramente quello relativo alla salute e alle guarigioni; i santi guaritori ( o taumaturghi ) rappresentavano, infatti, aspetti di quel potere taumaturgico e di guarigione che anticamente apparteneva alla divinità ( o a diverse divinità ).


La religiosità popolare ha da sempre attribuito specifiche capacità di guarigione e precisi campi di intervento ai vari santi, quasi sempre basandosi su episodi legati alla vita o al martirio del santo stesso.


La credenza che ciascun santo avesse un settore d'intervento specifico ha fatto sì che finisse col diffondersi l'usanza di recarsi in pellegrinaggio presso santuari ritenuti miracolosi, al fine di ottenere l'intercessione del santo e la conseguente grazia e la guarigione da una malattia.


Il pellegrinaggio consisteva in un viaggio vero e proprio verso un luogo ritenuto sacro, ed aveva anche una funzione di penitenza, una sorta di purificazione propedeutica all'ottenimento della grazia che si desiderava ricevere.


Il viaggio compiuto dal pellegrino, inoltre, era anche un viaggio interiore volto alla conoscenza di se stesso, di fatto un percorso iniziatico che avrebbe portato ad un cambiamento profondo e ad una risoluzione del problema ( fisico o spirituale ) di partenza.


Il pellegrinaggio e il culto dei santi permettevano, quindi, di entrare in contatto con il divino e offrivano la possibilità di ottenere una guarigione almeno spirituale, laddove fisica non fosse stato possibile.


Del resto è da sempre parte della cultura religiosa popolare la convinzione che, a volte, un male fisico, una malattia del corpo, altro non sia se non un mezzo necessario per poter riscattare e guarire un male, forse ben più grave, dell'anima.


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