La mela, un frutto sacro

di Federica Di Mascio

La mela, un alimento che accompagna l’umanità fin dal Neolitico, fu coltivata inizialmente in Asia centrale e in seguito si diffuse in tutta Europa acquisendo importanza e sacralità in molte tradizioni. Nessun frutto ha avuto più spazio della mela nei miti e nel folklore europeo, a partire dalla tradizione biblica, passando per la mitologia greca e celtica, finendo addirittura nella favolistica ( Biancaneve ) e nella simbologia contemporanea ( Apple ).

La mela, il frutto sacro alla Grande Dea Madre e simboleggiante tutti i doni da lei dispensati all’umanità, riassume in sé molti significati simbolici: amore, conoscenza, morte e immortalità.

Nelle varie mitologie e in molte leggende, infatti, la mela appare sovente come un frutto dell’Altro Mondo, donato agli uomini da divinità o da esseri fatati.

Secondo la tradizione cristiana, la mela era il frutto dell’Albero della Vita e della conoscenza del bene e del male, e causò la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden. In realtà, andando oltre il racconto che tutti conosciamo, potremmo considerare la decisione di mangiare il frutto proibito come un atto di libero arbitrio; Dio mise la Conoscenza a loro disposizione, ma tale libertà di scelta pose fine inevitabilmente a quella vita idilliaca, innocente e “paradisiaca” che i due avevano condotto prima di avere accesso al sapere.

Nei miti greci erano mele i frutti d’oro che crescevano nel Giardino delle Esperidi e donavano l’eterna giovinezza, ed era una mela d’oro quella che Paride donò alla dea più bella, Afrodite.

La dea nordica Idhunn donava mele alle altre divinità, garantendo loro immortalità ed eterna giovinezza, e del resto le mele erano il cibo sacro anche per i Tuatha Dé Danann, gli Déi dell’antica Irlanda. La mela era sacra ad Avalon, il cui nome significa appunto “Isola delle mele”, ed era anche il frutto che cresceva nel Giardino della Regina delle Fate.

Sempre secondo la tradizione celtica, il frutto del melo era utilizzato anche a scopo divinatorio, veniva mangiato prima di interrogare gli oracoli e serviva a mettere in comunicazione con l’altro mondo. E ancora, in quanto simbolo d’immortalità, la mela era di fondamentale importanza in alcuni momenti dell’anno venendo offerta agli spiriti dei trapassati in occasione della festività di Samhain, o posta sulle tombe per nutrire lo spirito dei defunti.

Per quanto riguarda l’amore, infine, la mela era sacra alla dea Afrodite ed era simbolo di perfezione, sensualità e fecondità. Nell’antica Grecia, per esempio, gli sposi durante la cerimonia erano soliti mangiare insieme una mela che, si pensava, avrebbe favorito la fertilità della coppia.

In molte culture offrire o gettare una mela ad una persona era considerata una vera e propria dichiarazione d’amore e tutt’ora le mele sono usate per incantesimi e rituali volti a trovare l’anima gemella o a rinforzare l’amore di una coppia.

In conclusione, come abbiamo visto la mela racchiude molteplici significati simboleggiando la conoscenza, l’immortalità e l’amore, ma forse non tutti sanno che questo frutto nasconde al suo interno un simbolo sacro: tagliandola orizzontalmente si vedrà al centro una stella a cinque punte inscritta in un cerchio, un pentalfa.

Il pentalfa, teorizzato da Pitagora e considerato un simbolo sacro per le sue valenze mistiche, esoteriche, matematiche e filosofiche, ci riporta ad un’ideale di perfezione e bellezza e ci ricorda il legame costante e indissolubile tra Dio e l’uomo, tra il tutto ed una sua parte, in una infinita sequenza di ripetizioni.

Tutto questo, in una mela...


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