Il mondo delle aromatiche

di Amarilli Lerzio


Il mondo delle aromatiche

Prima di addentrarmi in modo più dettagliato e tecnico sulla coltivazione delle erbe aromatiche, sulle loro potenzialità e sul loro utilizzo, ritengo sia importante cercare di far capire a chi mi legge che il rapporto con una pianta non è solo tecnico e non finisce con il mettere a terra la piantina, ma è molto altro. Immaginiamo di essere delle calamite, durante il nostro percorso di vita, invece di riuscire ad attrarre a noi ciò che veramente ci appartiene e per cui siamo stati creati (cioè quegli Elementi che sono la base fondante del nostro Essere), abbiamo iniziato ad attrarre tante cose inutili, tanti pezzettini di ferro più o meno grandi che hanno rallentato il nostro cammino, lo hanno sicuramente appesantito e, spesso, lo hanno bloccato.


Quindi il mio intento con questa introduzione al mondo delle aromatiche, cioè il mondo che io ho conosciuto e di cui ho esperienza, è quello di togliere qualche pezzetto di ferro inutile attaccatosi alla nostra calamita, per liberare uno spazio e farci avvicinare a quegli Elementi verso i quali, altrimenti, saremmo tutti naturalmente predisposti ad attrarre. Per far questo, inizialmente, non posso far altro che cercare di mostrare come ho iniziato a vedere il mondo grazie al contatto diretto con la Natura, riuscendo ad attrarre finalmente quegli Elementi che fanno davvero parte del mio Essere.


Racconto dunque la mia storia. Diversi anni fa ho lasciato la grande città (Roma), spinta da un richiamo della Natura dentro di me. Il destino ha voluto che trovassi il mio posto nel mondo alle pendici del Monte Amiata, in Toscana. È qui che finalmente ho compreso cosa fossero il ciclo delle stagioni, l’avvicendarsi dei mesi, la loro trasformazione. No, chi vive in città coglie solo frammenti di questo processo in divenire; non riesce, non è più in grado di farne parte. Questa è stata una delle meravigliose scoperte che la mia Anima mi ha permesso di fare quando, “imperiosamente”, mi ha spinta in questo luogo: rientrare nei cicli della Natura, della Vita.


La cosa più bella, quella che più mi ha affascinata, è stato lo scoprire che ogni anno era diverso dall’altro. Ho scoperto che ogni inverno si esprime in un modo unico, non assomiglia a quello precedente e sicuramente sarà diverso da quello che lo succederà; e così è per le altre stagioni. Così, mese dopo mese, sono rimasta in attesa ad osservare con occhi stupiti e ammirati, l’unicità dei segmenti che compongo i cicli della Natura. Apparentemente sempre uguali ma nella realtà unici e sorprendenti, tutti diversi tra loro pur accomunati dalla stessa definizione. A questa scoperta ne è succeduta subito un’altra. La necessità di rendere subito produttiva la mia attività, infatti, mi ha letteralmente fatto mettere le mani in terra. E così, un po’ obbligata dalle circostanze, un po’ seguendo il mio istinto e molto per caso, ho iniziato a coltivare erbe aromatiche. La mia meraviglia più grande è stata quando ho scoperto la loro forza vitale: basta un piccolo rametto per far nascere una pianta rigogliosa.


Il miracolo della Vita! C’è un’energia nelle piante (ovviamente non solo nelle aromatiche), una forza vitale insospettata. Ho visto un rametto di soli 15 cm (in verità, tanti rametti, dato che ne ho piantati a centinaia) diventare una pianta grande e forte; un piccolo rametto sparuto capace di affrontare caldi estati e freddi inverni ma che, ecco la meraviglia, con la sua determinazione e il suo slancio verso la vita, ha prodotto radici e si è sviluppato. Nell’appassionarmi alle aromatiche, alla loro riproduzione per talea, ho fatto una nuova scoperta: la Natura aiuta la Natura. I giovani rami del salice, infatti, tagliati e fatti bollire, sostengono, con l’infuso così ricavato, la produzione delle radici nelle piccole talee.


Intuitivamente ho sentito che nulla va perso in Natura, allora se su un terreno impoverito dall’uomo, si lascia a terra il taglio delle “infestanti”, quei fili di erba macereranno fino a diventare nutrimento per la terra stessa, e nel giro di due o tre anni, essa tornerà ad essere di nuovo rigogliosa di vita e biodiversità. E come un esploratore, ho viaggiato palmo a palmo su quel fazzoletto di terra, anno dopo anno, stagione dopo stagione, scoprendo nuova vita, nuove piante spontanee, sempre diverse: dalle insalate di campo, alle aromatiche, come l’iperico o il finocchio selvatico, o la menta.


Nel rispetto di ciò che le stagioni ogni anno mi hanno portato in dono, ho raccolto, ho studiato e poi trasformato, perché il ciclo non si conclude con la raccolta, ma da lì inizia un nuovo percorso. Le piante aromatiche che ho coltivato e quelle che ho raccolto in modo spontaneo hanno un valore inestimabile, esse infatti agiscono su più livelli: fisico, mentale e spirituale. La loro azione, quindi, può essere definita olistica, completa e integrata. Un esempio. I fiori di lavanda (io ho coltivato due varietà di lavanda officinale, la Dwarf blu e la Munstead, la prima meno canforata e con un bellissimo fiore di colore blu/viola scuro e la seconda più simile a quella che tutti conosciamo con i fiori viola chiaro), la lavanda grazie ai suoi principi attivi agisce a livello fisico facilitando la digestione, le funzioni epatiche e grazie alle sue qualità antisettiche aiuta in caso di colite; ma in aromaterapia, essa agisce come calmante e rilassante, placando il lavoro incensante della nostra mente e, contemporaneamente, agevola il contatto con la nostra parte più spirituale, con la nostra Anima. Il rosmarino, oltre ad essere un profumatissimo condimento utile per insaporire i nostri manicaretti culinari, bevuto in infuso o usato in aromaterapia ci ridà vigore ed energia, ci rasserena e alza il livello del nostro umore; usato nelle fumigazioni in ramoscello essiccato, in piccoli mazzetti insieme alla lavanda e alla salvia, ci permette di fare un’efficace pulizia energetica dei luoghi in cui viviamo o lavoriamo. Più in generale, molti estratti di olii essenziali di erbe aromatiche aggiunti nell’acqua della vasca da bagno, agiscono su di noi sia a livello fisico che energetico nelle caratteristiche dei loro principi attivi.


C’è un’altra scoperta che ho fatto, ma non è strettamente legata alle erbe aromatiche quanto piuttosto al potenziale energetico dei fiori: essi hanno un’azione benefica di sostegno e di accompagno nel nostro percorso di consapevolezza di chi siamo realmente, cioè di ricollegamento della materia con l’Anima. Questa azione dei fiori avviene attraverso l’estrazione dei principi energetici che essi contengono. Mi riferisco ai Fiori di Bach, una scoperta che per me è appena iniziata ma che mi ha subito aperto ad una visione più estesa, profonda e illuminante di quanto la Natura è pronta ad offrirci se solo lo vogliamo, attraverso l’ascolto del cuore.


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