Alla scoperta degli archetipi del femminile e del maschile

di Amarilli Lerzio


Iniziamo a comprendere cosa significa Archetipo, parola molto usata in questi ultimi tempi ma poco chiara. I filosofi greci sono i primi ad utilizzare questo termine per indicare questi principi universali intesi come modelli preesistenti alla realtà, nati nella mente del Creatore. Platone parla di un luogo metafisico, l’Iperuranio, in cui si trovano queste immagini/modelli/concetti nella loro forma più pura e perfetta. L’Archetipo dunque è l’immagine prima, è il modello iniziale, il principio primo universale, la prima immagine pensata dalla Fonte, da Dio quindi perfetta e completa nella sua idea. Noi non solo viviamo immersi negli Archetipi ma li ritroviamo numerosi anche dentro di noi, essi ci definiscono nella nostra unicità di individuo quando li riscopriamo e ritorniamo ad esprimerli e a viverli pienamente in modo sano. Non è una cosa così facile da realizzare. Infatti a questa prima immagine originaria che è presente oltre la realtà materiale, ne seguono delle altre che non sono più perfettamente aderenti ad essa in quanto sue copie, gli stereotipi, che per quanto simili al modello iniziale non vi aderiscono mai completamente e, mano a mano che le copie si moltiplicano, iniziano a differire sempre di più dal modello iniziale. Gli stereotipi li troviamo esclusivamente nella nostra realtà materica, ed è proprio qui che iniziano i problemi.

Nel momento in cui nasciamo portiamo un “valigia” con tutte le cose utili per il nostro viaggio terreno, tra questi “oggetti” ci sono due Archetipi fondamentali, le due Energie Femminile e Maschile. Le portiamo entrambe perché già nell’atto della fecondazione si realizza l’unione dei due principi separati, rappresentati dall’ovulo della mamma e dallo spermatozoo del papà, che daranno vita, unendosi, ad un nuovo essere vivente. Potremmo vedere questo processo della fecondazione e dello sviluppo del feto come un breve viaggio alchemico: il Principio Femminile e quello Maschile si unisco integrandosi e diventando Uno. Però in questo Uno, che va materializzandosi fino al parto e che una volta nato sarà un nuovo individuo, una delle due Energie è predominante rispetto all’altra e prescinde dal genere sessuale del nascituro. Perché? Perché fa parte del nostro programma di viaggio quaggiù ed è tra le prove, tra le tappe fondamentali che siamo venuti a superare.

Infatti una delle esperienze fondanti della nostra vita è la dualità, per esperire questa esperienza e farla diventare conoscenza abbiamo dentro di noi gli opposti tra cui le due Energie del Femminile e del Maschile; entrambe sono fondamentali, l’una non può esistere senza l’altra in quanto sono complementari. Iniziamo il nostro viaggio terreno nella materia già con uno squilibrio ed una distorsione dentro di noi: i due Archetipi Femminile e Maschile non sono più aderenti al loro modello originario ma sono delle copie. Uno dei nostri compiti è quindi liberarci dagli stereotipi che mentre cresciamo e diventiamo adulti vanno ad allontanarci dalla visione della realtà e dalla nostra vera natura perfetta e divina, in quanto gli occhiali che stiamo usando, e che ci teniamo stretti davanti ai nostri occhi, sono deformanti. Riconoscere queste due Energie, sanarle e riequilibrarle farà sì che esse possano tornare a quell’Unione divina di cui sono l’espressione qui in Terra.

Entriamo un po’ più nel dettaglio di questi due Archetipi per iniziare a conoscerli meglio. L’Energia Maschile è quella che ci rende razionali, logici, persone di azione, porta in sé (se è sana) la capacità di lottare per proteggere chi si ama, la forza di volontà attiva volta al raggiungimento dello scopo o della meta, è l’energia del fare per eccellenza. Dalla parte opposta l’Energia Femminile è quella che non ha confini mentali, è intuitiva, essa ascolta accoglie comprende e non giudica, è creatrice per eccellenza ma ha difficoltà a mettere in pratica, è Lei che dà l’input giusto a quella Maschile che si prende l’incarico di realizzare in modo fattivo nella materia l’idea o l’immagine ricevuta. Quando sono sane ed equilibrate queste due energie sono prima di tutto Re e Regina giusti e saggi del nostro regno, collaborano insieme e non ci creano conflitti interiori perché si ascoltano, si rispettano e ognuno conosce il proprio ruolo e il proprio raggio di azione; col tempo poi diventano ciò che è la loro vera natura: due divinità. Questa è la nostra sfida.

La sfida che ognuno di noi è chiamato ad affrontare è di andare a ricercare ed incontrare queste due parti energetiche, riconoscendole. È un duro lavoro perché la mente razionale ha bisogno prima di tutto di capire teoricamente la differenza tra le due nature di queste Energie e poi, piano piano, lavorare simultaneamente su di loro e con loro per sanarle e riequilibrarle. Cercando il Femminile nella sua essenza divina si trova anche il Maschile (e viceversa), si può dire che mano a mano che vengono definite le caratteristiche dell’una si riesce a liberare e curare l’altro: spogliarlo dell’armatura, guarirlo dalle sue ferite, e così facendo Lui (o Lei) può avvicinarsi al Femminile (o al Maschile) appena nato, accoglierlo e dagli la possibilità di crescere. Non è un percorso facile, ripeto, si devono spogliare entrambe le Energie di tutto ciò che non appartiene loro ma che hanno ricevuto e raccolto sia nelle vite passate che in questa vita, le distorsioni e le dinamiche non sane. È necessario poi ritrovare in sé stessi i principi puri, archetipali di queste due Energie per permettere loro di evolversi nella modalità più vera. L’incontro di Amore tra queste due Energie, tra questi due Archetipi conduce all’equilibrio, porta con sé la sensazione di solidità e stabilità interiori, permette di osservarci in modo nuovo.

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